Sosta e possibili spiragli di salvezza. Quanto la Ferrari potrebbe approfittarne?
Coronavirus a parte, la nuova stagione di F1 sarebbe iniziata già molto tempo fa e, ad essere onesta, se ascoltassi meglio, potrei certamente sentire le imprecazioni da parte dei tifosi della rossa. Purtroppo, o per fortuna, i motori sono rimasti spenti e si auspica lo saranno ancora per un po’. GP su GP sono stati rinviati, o addirittura cancellati (come Monaco). Ma quanto questa pausa possa giovare alle scuderie ed, in particolare, alla Ferrari?
Nel comunicato stampa ufficiale diramato dalla Federazione internazionale dell’automobile (7 aprile) si legge: “A seguito dell’approvazione unanime da parte del gruppo strategico della F1, della commissione e di tutti i team. Il Consiglio mondiale ha ratificato attraverso un voto elettronico la decisione di estendere il periodo di chiusura delle fabbriche da 21 a 35 giorni, che dovranno essere rispettati a marzo, aprile e/o maggio, per tutti i concorrenti e i costruttori di motori. Ulteriori discussioni riguardanti questo argomento restano aperte tra la FIA, la F1 e tutti i team, alla luce dell’impatto globale del Covid-19”.
Sul campo e praticamente non si potrà fare nulla, ovviamente, ma chi vieta di pensare alle migliori idee di prestazione del veicolo? Esatto: nessuno! Anzi, la quarantena forzata permetterà ai tecnici di trovare le migliori strategie.
Volendo guardare in casa, la Ferrari avrebbe tanti quesiti da risolvere, nonostante comunque non abbia avuto sufficienti prove per capire cosa non andasse (ammesso che ci fosse). Per quanto visto nei test a Barcellona (Spagna), la SF1000 aveva dimostrato dei chiari miglioramenti nei tratti misti e qualche deficienza in accelerazione. Miglioramenti, comunque, non ancora all’altezza dal momento che la Mercedes ha ‘rovinato’ la scena anche fuori la pista con l’introduzione del sistema DAS (Dual Axis Steering System), che corregge la convergenza degli pneumatici anteriori con un movimento avanti e indietro del volante. Secondo quello che si sa, il sistema dovrebbe aiutare a ridurre il consumo degli pneumatici e contemporaneamente diminuire il drag in rettilineo. Naturalmente, però, come tutte le cose nuove, potrebbe avere i suoi difetti ed i suoi effetti collaterali. Chi può dirlo questo? L’ideale sarebbe provarlo in pista ma, al momento, non si può.
La scuderia del Cavallino potrebbe prendere spunto? potrebbe copiare? o potrebbe guardarsi in casa propria e trovare un strategia in stile Ferrari? C’è comunque da tener conto l’irregolarità del DAS nel 2021, per cui sarebbe una fatica inutile. O forse no. Chi può dirlo? Cosa succederà?
