Quando la perseveranza, il duro lavoro e la speranza ripagano sempre: Andy Murray è tornato a vincere battendo in finale Wawrinka dopo un operazione all’anca che lo ha tenuto distante dalla racchetta e che avrebbe potuto significare un addio veramente spiacevole.
Correva l’anno 2017 e per Murray pareva l’anno della consacrazione dopo aver conquistato il trofeo numero 45 in carriera, riconfermandosi in cima alla classifica mondiale e unico grande rivale dei Fab Three, Federer, Nadal e Djokovic. Tutto bellissimo, ovviamente, ma verso luglio i primi segnali di cedimento dell’anca con il ritiro all’ Australian Open e l’inizio di un lunghissimo calvario, con due operazioni, l’ultima delle quali a gennaio di quest’anno. Si era subito parlato di ‘ritiro‘ ed ancora ricordo il dispiacere che mi provocò questa notizia perché un addio al tennis, per uno spiacevole infortunio, per uno come Murray, avrebbe fatto davvero tanto male per lo sport.
Penso che l’esempio di Andy possa rappresentare al meglio le parole quali: perseveranza, fiducia e tanto duro lavoro. Sì, perché dopo mesi di calvario e tanta sofferenza, Andy Murray torna sul campo e, tanto per cambiare, vince. “E’ una delle mie vittoria più grandi – ha detto a fine match – Significa molto, gli ultimi anni sono stati davvero difficili per me. Sono felice, molto felice”. Il britannico, che a gennaio sembrava sull’orlo del ritiro, ha conquistato ad Anversa il suo 46° torneo Atp, battendo in finale Wawrinka conquistando il suo 46° torneo, il primo dal marzo 2017 (Dubai). 3-6, 6-4, 6-4 i parziali per Murray al termine di una battaglia durata 2 ore e 27′.
Bellissime a fine partita le lacrime di commozione del giocatore scozzese che rappresentano davvero quanta costanza ci abbia messo nel voler ritornare a tutti i costi. Andy Murray si è operato? davvero? Non lo avrei mai detto. Come nuovo. “Il trionfo di Andy Murray ad Anversa è tra i ritorni sportivi più suggestivi”. Bentornato Andy!
Martina Milia
