Dopo quasi 5 ore dalla fine del Gran Premio, a mente lucida posso commentare ciò che è stato della mia dignità. Doppietta Rossa al GP di Singapore con un super Sebastian Vettel che domina nelle qualifiche ma non riesce a prendersi la Pole, ma che prende invece il gradino più alto del podio il giorno dopo.
”Bentornato Sebastian”. Eh si, a distanza di circa un anno, Sebastian Vettel torna a vincere con la Rossa e le lacrime sfoggiate sul podio, oltre al sudore dei piloti che fa ben capire la forza con la quale hanno gareggiato, sono state lo specchio di tutti i tifosi della rossa che da tanto aspettavano questo momento. O meglio: chi credeva ancora in Sebastian Vettel. Errori di nervosismi a parte, la vittoria di oggi del tedesco non è mai stata così azzeccata e giusta. Alle qualifiche è arrivato tanto così a conquistarsi la pole, ma in gara ha gridato un netto ‘NO’ a chi voleva soffiargli la leadership. Se la meritava già nella gara maledetta dei 5 secondi di penalità ed in tante altre successivamente e finalmente oggi il tedesco è tornato. Lui che sul podio dopo l’inno ha sfoggiato la bandiera con l’hashtag #EssereFerrari. Per lui queste semplici parole sono più di un motto, sono diventate ormai uno stile di vita. Il dito indice alzato al cielo con i fuochi d’artificio di Singapore dopo aver tagliato il traguardo, sono cose che forse hanno contribuito a scacciare via tutti i pensieri negativi di queste settimane.
Cosa possiamo dire di questa gara? Forse niente: le Mercedes dopo tanto tempo non conquistano neanche il podio e forse per i tifosi della rossa questa è stata la ciliegina sulla torta. Tuttavia il pallino che annebbia la mente di molti è la strategia adottata dalla scuderia. Perché in ottica campionato è stato favorito Sebastian a Charles? Abbiamo ascoltato tutti le conversazioni via radio tra Leclerc e Binotto e non ci vuole certo un genio per capire che Charles non l’ha presa tanto bene. Le gomme erano migliori del tedesco e se solo gli avessero dato il permesso lo avrebbe superato e avrebbe vinto la sua terza gara consecutiva. In molti hanno giustificato la reazione del ragazzo come ‘normale‘, perché normale è l’atteggiamento di un campione: vuole vincere! Chapeau Charles! Ma screditare la scuderia perché ha scelto di favorire il primo pilota della squadra (come da norma) non penso sia giusto. Nei scorsi GP non ce n’è stata occasione ma oggi serviva far vincere Sebastian, per il morale e perché era giusto così. In questo modo si sta sminuendo anche la straordinaria vittoria di Sebastian che tutto si merita tranne che gli accanimenti.
Arriveranno cose belle per Charles, ne sono certa, è ancora giovane e ne vedrà tante di queste situazioni. E poi chissà, magari un giorno sarà lui il primo pilota della Ferrari e forse capirà come funzionano queste cose. Il predestinato non vince, va bene, ma arriva secondo, contribuendo ad una doppietta della Rossa che dovrebbe essere SOLO l’UNICA cosa a cui bisognerebbe pensare dopo un weekend del genere e dopo l’inizio disastroso della stagione. La Ferrari è tornata? Grazie Seb, Grazie Charles, Grazie Ferrari!
Martina Milia
