«Una FIGURA straordinaria, capace di dare un’impronta decisiva all’industria italiana». Così il sindaco di Maranello Luigi Zironi ha ricordato Enzo Ferrari, scomparso trentuno anni fa, il 14 agosto del 1988.
«Enzo Ferrari è stato un grande imprenditore, un uomo che ha saputo coniugare una visione innovativa con la capacità tutta emiliana del saper fare – ha detto Zironi – Con lui la nostra terra ha vissuto il passaggio dal mondo contadino allo sviluppo industriale: grazie a lui, e al contributo di tanti uomini e donne, Maranello si è evoluta fino a diventare uno dei centri più importanti dell’automobilismo mondiale, un luogo in cui ancora oggi la tecnologia più avanzata si coniuga con la conoscenza e il know how tipici di questa terra. Se Ferrari è diventata uno dei simboli del made in Italy a livello globale lo dobbiamo alle sue intuizioni, alla sua formidabile capacità di dare concretezza a un sogno».
«Spesso mi chiedono quale sia stata la vittoria più importante di un’autovettura della mia fabbrica e io rispondo sempre così: la vittoria più importante sarà la prossima.» (Enzo Ferrari)
31 anni senza una figura che ha fatto la storia in Italia e nel mondo. Cosa si dice di lui? Chi era? Enzo, da sempre visceralmente appassionato di automobili, grazie all’officina del padre, ha colorato la vita di milioni di persone, ideando, fondendo e valorizzando una Scuderia unica e inimitabile. Personaggio straordinariamente moderno, visionario, cinico, leader, anticipatore dei tempi, genio nel gestire uomini e risorse, Enzo ha incarnato il perfetto spirito imprenditoriale, abbinato all’ossessiva ricerca di soddisfare la passione.
Enzo ha creato un brand tra i più famosi al mondo, icona dell’italianità e della fama sportiva. Enzo ha sempre anteposto il bene della Scuderia agli interessi personali, ha dedicato anima e corpo al Cavallino, passione ossessiva fino all’ultimo istante di vita.
La Ferrari, in pista, ha fatto soffrire, gioire, piangere e delirare centinaia di milioni di persone, vincendo 229 gare e 16 titoli mondiali di Formula 1, diventando simbolo impareggiabile e insostituibile di questo sport. Fin dall’ anno di fondazione il “sentimento Ferrari” scorre nelle vene degli italiani; la Rossa ha rappresentato e rappresenta tuttora la passione più cocente dell’esistenza di nostri innumerevoli connazionali.
Enzo e le vittorie della Scuderia hanno reso il “Ferrarismo” uno stile di vita, un’ossessione, uno stato sociale, perché “l’Italia è l’unico Paese al mondo a vantare due nazionali: una Azzurra e una Rossa”.
Grazie Enzo Ferrari, perché è grazie a te che mi sento orgogliosa di tifare quel cavallino.
Martina Milia
